Urbanistica: l’assessore Emili chiede all’Autorità di bacino la revisione del Piano dei rischi alluvionali

L’assessore all’urbanistica del Comune di Rieti, Antonio Emili, ha inoltrato all’Autorità di Bacino un’istanza tesa ad ottenere la revisione del Piano di gestione dei rischi alluvionali che ad oggi vincola l’utilizzo di vaste porzioni del nostro territorio.

Sul piano tecnico la necessità di tale aggiornamento è legata all’esigenza di adeguare il contenuto del Piano di Assetto Idrogeologico (P.a.i.) allo stato reale del rischio alluvionale in cui versano le aree vincolate. In proposito la più eclatante delle criticità segnalate attiene alla circostanza che a distanza di più di ottanta anni dalla realizzazione delle dighe del Salto e del Turano, l’attuale P.a.i. non tiene in debito conto i benefici prodotti dai due invasi artificiali sul piano della riduzione del rischio esondazione che incombe in concreto sul nostro territorio.

Nell’istanza inoltrata all’Autorità di bacino si è altresì evidenziato il bisogno di rivedere il livello del rischio idraulico ed il vincolo che ne deriva a carico del suolo locale anche alla luce della portata del fiume Turano. Da ultimo si è rilevato che l’eventualità di un’esondazione sia destinata a venire meno per effetto della realizzazione delle vasche di laminazione del Salto in vista delle quali l’A.r.d.i.s. ebbe ad avanzare apposita richiesta di variante urbanistica con nota prot. 12186 del 19.03.2013.

“L’obiettivo perseguito dall’Amministrazione comunale consiste nel rimuovere dal panorama del territorio urbano i vincoli imposti da un Piano di assetto idrogeologico che ad oggi preclude o condiziona enormemente la facoltà di utilizzare vaste porzioni del suolo locale, in spregio al reale stato di rischio idraulico gravante su tali aree – spiega l’assessore Antonio Emili -  Ad oggi, infatti, la possibilità di edificare o di ristrutturare un edificio in conformità alle previsioni del nostro piano regolatore, come pure la facoltà di avviare o di allargare i locali di un bar, di un ristorante o di un’attività artigianale nelle zone limitrofe al fiume o in altre aree di pregio del panorama urbano si scontrano con i divieti e le condizioni dettate da un piano del rischio che ignora l’esistenza di dighe costruite ottanta fa. Un assurdo che deprime l’economia del nostro territorio, nella quale, alle ferite già inferte dal terremoto, ora si aggiungono anche le piaghe scavate dalla pandemia del Covid 19. Il superamento di tale stato di crisi, come più volte auspicato, esige una sinergia tra i vari livelli di Governo ed un’azione tesa ad esonerare dal pagamento delle imposte le attività economiche sospese dalla legislazione anti–virus e con essa una manovra volta a moltiplicare gli investimenti pubblici e quelli privati, anche attraverso la rimozione dei vincoli e la semplificazione delle normative vigenti in tema di appalto dei lavori. In tal senso la revisione del piano di assetto idrogeologico invocata dall’Amministrazione comunale rientra a pieno tra le misure da adottare al fine di favorire la rinascita economica della città di Rieti, liberando la volontà di intraprendervi una qualunque attività economica dal peso imposto da vincoli assurdi ed immotivati”.

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